Il Marru
Dopo Intesa San Paolo e Unicredit, continua la saga della grande rapina dellβeconomia italiana da parte delle banche:

βI primi sei istituti di credito (Intesa San Paolo, Unicredit, Mps, Bper, BancoBpm e Credem) hanno realizzato profitti cumulati per 27,74 miliardi di euroβ; nonostante i record dei due anni precedenti, nel 2025 gli utili hanno segnato un altro bel +16.2%.
Intanto in casa Exorβ¦

βFerrari archivia il 2025 con risultati superiori al le attese del mercato e balza in borsa, dove ieri a Piazza Affari ha guadagnato il 10,2% a quota 310,3 euroβ; a fare gola, anche a questo giro, piΓΉ dei ricavi (che si fermano comunque a quota 7,15 miliardi) sono gli utili, che crescono di un altro 12% e arrivano a quota 2,11 miliardi – poco meno del 30%. Altro che calo del tasso di profitto! Il Capitale non ha mai guadagnato cosΓ¬ tanto, e il lavoro non Γ¨ mai stato cosΓ¬ incapace di organizzarsi per rivendicare la sua fetta.
Ecco la lotta di classe che il Capitale ha stravinto contro il lavoro, in due grafici:

P.S. SΓ¬, scusate: questo titolo del Wall Street Journal lβavevamo giΓ segnalato lβaltro giorno, ma siccome a noi appare che non si dovrebbe parlare d’altro e, invece, si parla di Andrea Pucci, ci Γ¨ sembrato doveroso ribadire.
Bloomberg torna sulla guerra navale ingaggiata dagli USA contro lβexport di petrolio russo:

Secondo Bloomberg βLe spedizioni di greggio della Russia rimangono stabili nonostante le crescenti pressioni sul suo fondamentale commercio di petrolio, ma gli sconti piΓΉ consistenti che mantengono il flusso di barili hanno colpito duramente le entrate del Cremlino. Secondo i dati di tracciamento delle navi raccolti da Bloomberg, i volumi medi sono stati di 3,33 milioni di barili al giorno nelle quattro settimane fino all’8 febbraio. Si tratta di un dato in aumento rispetto al dato rivisto per il periodo fino al 1Β° febbraio, ma in calo di circa 540.000 barili al giorno rispetto al picco prenatalizio. I flussi stabili non hanno impedito il crollo delle entrate petrolifere di Mosca, scese a gennaio al livello piΓΉ basso degli ultimi cinque anni, a causa del calo dei prezzi globali, degli sconti piΓΉ elevati sui barili del Paese e di una valuta piΓΉ forte che hanno inciso sul bilancio. Le crescenti tensioni in Medio Oriente hanno fatto salire i prezzi nei primi giorni di febbraio, ma le pressioni sui flussi di greggio della Russia si stanno intensificandoβ.
Asia Times mette in fila alcuni puntini:
Lβuscita della Cina dai titoli del Tesoro USA potrebbe limitare la spesa militare del Giappone, titola. βSecondo recenti resoconti dei mediaβ, ricorda Asia Times, βla Cina ha ordinato alle banche statali di ridurre ulteriormente le loro disponibilitΓ in titoli del Tesoro statunitensi, accelerando cosΓ¬ una diversificazione di lunga data delle sue riserve valutarie. I dati del Tesoro statunitense indicano che le disponibilitΓ della Cina sono scese da oltre 1,3 trilioni di dollari all’inizio del decennio 2010 a circa 680-780 miliardi di dollari entro la fine del 2025β; ma βcon la riduzione del ruolo della Cina come principale acquirente di debito sovrano statunitense, sorgono importanti interrogativi su come Washington finanzierΓ i suoi crescenti deficit fiscaliβ. βGli Stati Uniti potrebbero dipendere sempre piΓΉ da acquirenti alternativi su larga scala, da una partecipazione piΓΉ attiva della Federal Reserve o da un maggiore assorbimento del debito statunitense da parte delle economie alleate in Europa e Asia. Tuttavia, diverse economie europee sembrano riluttanti ad ampliare la propria esposizione su larga scalaβ; βDi conseguenza, Γ¨ piΓΉ probabile che l’onere dell’adeguamento creato dal ridimensionamento della Cina ricada in modo sproporzionato sul Giapponeβ. Risultato: meno soldi per finanziare la corsa al riarmo, e quindi, appunto, βParadossalmente, un aggiustamento finanziario avviato a Pechino potrebbe indirettamente limitare la capacitΓ di Tokyo di sviluppare proprio quelle capacitΓ destinate a controbilanciare l’influenza regionale della Cinaβ.
Su Cina e debito USA, sempre su Asia Times, torna anche il buon William Pesek:
La Cina ricorda a Trump che detiene la cambiale sul debito in dollari, titola. βIl momento che molti segretari del Tesoro degli Stati Uniti temevano da decenni potrebbe essere arrivato: la Cina, secondo finanziere americano in Asia, starebbe consigliando alle banche di ridurre la loro esposizione ai titoli di Stato statunitensi. Sebbene i funzionari di Pechino non abbiano confermato l’avviso, pochi trader ne dubitano del contesto o della tempisticaβ: βSe la Cina dovesse abbandonare i suoi titoli del Tesoro in un programma di vendita su larga scala, ciΓ² causerebbe un’impennata dei rendimenti statunitensi e globali e causerebbe gravi sconvolgimenti all’economia globaleβ, ha affermato Kathleen Brooks, direttrice della ricerca presso la societΓ di brokeraggio XTB; βIl mercato obbligazionario ritiene che la Cina non lo farΓ β, ha aggiunto Brooks, βe se dovesse ridurre le dimensioni dei suoi titoli del Tesoro, lo farΓ in modo lento e graduale. Ecco perchΓ© i rendimenti sono finora rimasti per lo piΓΉ stabiliβ. L’economista della UBS Paul Donovan ha osservato che, anche se la Cina non minaccia di sbarazzarsi delle riserve ufficiali di dollari statunitensi, βl’idea che gli investitori internazionali potrebbero essere meno propensi ad acquistare titoli del Tesoro USA in futuro (senza sbarazzarsi delle riserve esistenti) sta attirando l’attenzione dei mercatiβ. Trump non sembra aver capito proprio esattamente come funziona: la Cina, e i bond vigilantes di tutto il mondo, stanno sottolineando che il debito USA Γ¨ a rischio e che, per continuare a comprarlo, devono essere adeguatamente remunerati; Trump, ieri a Fox Business, ha dichiarato che βogni punto in meno di tassi sono 600 miliardi. Se tagliamo di due punti, non avremmo piΓΉ un deficitβ. Intanto, ovviamente, non Γ¨ vero, perchΓ© il deficit USA nel 2025 non Γ¨ stato di 1200 miliardi, ma di 1.800; ma, soprattutto, se fai fatica ad allocare il debito con questi rendimenti, chi pensi lo dovrebbe comprare con rendimenti di 2 punti percentuali inferiori? Eβ il grande mistero della trumponomics che, intanto, sul versante della reindustrializzazione va cosΓ¬:
Come ricorda The Kobeissi Letter, βIl settore manifatturiero ha perso 8.000 posti di lavoro a gennaio. Questo segna il 32Β° calo mensile consecutivo, la serie piΓΉ lunga dall’inizio della rilevazione dei dati nel 2010. Nel 2024 e nel 2025, l’occupazione nel settore manifatturiero Γ¨ diminuita rispettivamente di 154.000 e 177.000 unitΓ . Dal picco del 2022, sono stati persi 403.000 posti di lavoro, portando l’occupazione totale nel settore manifatturiero a 12,483 milioni, il livello piΓΉ basso da novembre 2021. Il settore ha ora perso la metΓ del numero di posti di lavoro persi durante la pandemia del 2020. Il settore manifatturiero statunitense Γ¨ in recessioneβ.
Intanto, Netanyahu arriva a Washington con un dispiegamento di forze senza precedenti: Trump annuncia che una seconda portaerei, con tutto il suo seguito, si sta dirigendo verso il Golfo Persico. A chi si Γ¨ perso le puntate precedenti, ricordiamo che da mesi, ormai, si parla di unΒ conflitto interno agli alleati regionali degli USA in Medio Oriente: da una parte cβΓ¨ Tel Aviv, con lβalleato emiratino; dallβaltra, una strana cordata che metterebbe assieme sauditi, egiziani, algerini, turchi e pakistani. Per Washington potrebbe essere un problemone: hanno bisogno dei soldi di tutte le petromonarchie per tenere in piedi lo schema Ponzi del capitalismo finanziario USA; se i Paesi βveriβ dellβarea riescono a costruire una nuova governance regionale e portare stabilitΓ , potrebbero essere piΓΉ interessati a investire soldi nellβarea invece che nei junk bond statunitensi. Vanno ricondotti a uno stato di barbarie e instabilitΓ diffusa: una guerra totale contro lβIran Γ¨ lβunica exit strategy che Γ¨ rimasta a Forrest Trump?
Il Soddu
Semiconduttori: SMIC teme un eccesso di capacitΓ nellβAI. Qui si spiega lβespansione di capacitΓ annunciata da SMIC e perchΓ©, tra consegne di macchinari non allineate e colli di bottiglia di filiera, una parte dellβinvestimento potrebbe non tradursi subito in wafer effettivamente prodotti, con effetti su costi e margini.
Mercati cinesi: vigilanza per costruire un rialzo βlentoβ. Qui trovi lβanalisi delle mosse regolatorie con cui Pechino prova a ridurre eccessi speculativi (abusi, alta frequenza, leva), sostenendo perΓ² un trend piΓΉ stabile e βleggibileβ per attirare capitali di lungo periodo.
MSCI: raffica di ingressi per le societΓ cinesi. Lβarticolo riassume la revisione MSCI con un incremento netto del numero di societΓ cinesi nei principali indici globali, indicando quante entrano ed escono e perchΓ© questo conta per i flussi degli investitori indicizzati.
Indici globali: i titoli βpremiatiβ dal ribilanciamento. Questo articolo segnala come alcune societΓ
abbiano reagito in borsa dopo lβammissione nellβindice MSCI China e spiega il meccanismo per cui lβinclusione puΓ² generare acquisti automatici da fondi e strumenti collegati.
Biotecnologie: capitali pubblici verso i farmaci sviluppati con AI. Fondi e soggetti legati allo Stato cinese stanno finanziando imprese che usano modelli e calcolo per scoprire molecoleΒ dentro la strategia di autosufficienza: chi investe, quali segmenti, quali obiettivi industriali?
Auto elettriche: pressioni su Bruxelles per un trattamento equo. Il pezzo del GT ricostruisce la posizione della Camera di commercio cinese presso lβUnione europea: cosa chiede sulle βproposte di impegno sui prezziβ, quali criteri invoca e perchΓ© lβaccordo su un modello Volkswagen viene visto come precedente.
Mar Cinese Meridionale: le Filippine puntano al codice di condotta. In qualitΓ di presidente dell’ASEAN per il 2026, Manila ha sottolineato il suo impegno per finalizzare entro il suo mandato un codice di condotta che copra le acque contese. I cinesi potrebbero non essere contenti.
Treasury: le possibili ricadute sul Giappone. Unβuscita cinese piΓΉ marcata dalla carta americana riallocherebbe costi e responsabilitΓ finanziarie dentro il sistema guidato dagli Stati Uniti, indicando perchΓ© il Giappone potrebbe ritrovarsi a sostenere piΓΉ carico, anche in chiave militare.
Strategia USA: con la dottrina βDonroeβ la Cina Γ© davvero fuori? Questo pezzo spiega che la cornice strategica americana sposta molta attenzione su Americhe e infrastrutture critiche, valutando se una linea piΓΉ dura riduca davvero lo spazio economico e politico di Pechino in America Latina.
Leadership cinese: gli auguri di Xi agli anziani e ai funzionari di basso rango a Pechino. Xi fa un giretto a Pechino e fa gli auguri di buona festa di primavera a tutti: Γ¨ un messaggio politico interno di coesione e riconoscimento verso la popolazione e i quadri in congedo.
Bombardieri: Washington definisce ancora βregionaleβ la forza cinese. Il Guancha riporta unβintervista al generale dell’aeronautica militare statunitense, Stephen Davis, capo dell’U.S. Air Force Global Strike Command dell su H-20: la sua tesi centrale Γ© che Pechino mira alla proiezione a lungo raggio, ma non ha ancora una piena capacitΓ globale.
Accordo provvisorio USA-India nei settori protetti. Prime indiscrezioni sulla cornice dellβaccordo: tariffe, barriere non tariffarie, impegni di acquisto e, soprattutto, i comparti che Nuova Delhi intende schermare, con le relative implicazioni politiche interne.
India-Pakistan: Trump rivede il bilancio degli abbattimenti durante la guerra. Trump afferma che durante le rappresaglie tra due Paesi, lo scorso anno, sarebbero stati abbattuti ben 10 aerei; la cornice narrativa con cui collega la de-escalation a pressioni commerciali, utile per ricostruire lβevoluzione del suo racconto pubblico sulla pace attraverso le tariffe.
Giappone: debito pubblico a un nuovo record. Qui trovi i dati del ministero delle Finanze sul massimo storico raggiunto dal debito e la lettura politica legata allβaumento della spesa promessa dal governo.
Ucraina: il Giappone sostiene fortemente Kiev. Lβarticolo dettaglia un contributo destinato a progetti su cultura, istruzione e informazione, con un capitolo specifico sulla protezione e il recupero dei beni culturali in tempo di guerra.
Ale
Il caso Epstein sta travolgendo Starmer? Saranno dimissioni?
La rotazione dei comandi NATO. La NATO, nella giornata del 10 febbraio, ha comunicato che il Comando Interforze di Norfolk passerΓ sotto lβegida del Regno Unito: lβItalia controllerΓ quello di Napoli; Germania e Polonia si alterneranno a Brunssum, mentre Washington manterrΓ operativa la leadership dei tre comandi europei marittimo, aereo e terrestre. Non un disimpegno, ma sicuramente un ribilanciamento delle competenze che, perΓ², in campo europeo viene anche letto come unβopportunitΓ sistemica per testare una cooperazione di difesa della Ue priva degli USA.
Il piΓΉ grande sciopero di studenti in USA da 50 anni. Dal 9 febbraio, circa 50.000 studenti di 120 scuole sono coinvolti nello sciopero dei docenti, il piΓΉ rilevante degli ultimi cinquantβanni; la disputa nasce dalla mancanza di accordo su salari e prestazioni sanitarie: gli insegnanti chiedono un aumento del 9%.
Israele ha usato armi a Gaza che hanno fatto evaporare migliaia di palestinesi. L’indagine di Al Jazeera rivela come le munizioni termiche e termobariche fornite dagli Stati Uniti a 3.500 Β°C non abbiano lasciato traccia di quasi 3.000 palestinesi.
La piΓΉ grande operazione militare francese degli ultimi anni: Orion 26. Nella sola fase iniziale, quella dinamica, occuperΓ per tre settimane i cieli sopra la costa atlantica del Paese; la durata totale, invece, sarΓ di ben tre mesi. Lo scopo: dimostrare la competenza dellβesercito francese nel settore aereo e dimostrare la sua capacitΓ di impegnarsi in prima lineaΒ in una guerra ad alta intensitΓ .










